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giovedì, 12 maggio 2005

Commenti

manu

gabriella, anche tu con l'amata plath mi hai fregato... :-O ero indecisa tra lei e rilke! rilancio con anne sexton? ti abbraccio.

gabriella

Accidempoli 2! Con le elegie duinesi mi hai fregato, è ciò che sceglierei... mo' mi tocca pensare a un altro libro: l'amata Plath? :-)

manu

gabriella, io terza fila! monica winters, marco candida, io, omar... :-O sappi, comunque, che con la richiesta che almeno uno dei tre libri sia di poesia mi hai definitivamente conquistata! :-P sto già pensando a quale: forse ti porterei le elegie duinesi di rilke.

gabriella

Accidempoli! io ero a sinistra guardando il palco, in prima fila, nell'ordine: Alderano, la Janeczek e moi...ah, proprio buffo! ok per i tre libri, a patto che uno sia di poesia.

manu

gabriella, dico di sì. costumini, sandaletti e tre libri di cui andare fierissime e da condividere. :-) io ero a sinistra guardando il palco...

gabriella

Avremmo dovuto metterci un cartellino con nome e cognome e allora ci saremmo conosciute... propongo in alternativa per l'anno prossimo un incontro al mare, potremmo organizzare una fiesta del libro 'ché la fiera ci ha frantumato e sfinito assai! che dici? :-))

manu

merlino, ne sarei felice! :-) puoi mandarle qua, a piccole dosi: [email protected]

manu

placida signora, contaci. anche scintilla, poco più giù, mi consigliava un treno per la liguria. la prossima volta. :-*

Merlino

Si l'ho visto.... Se Philip cerca suoni "reali" in una realtà immaginaria io adoro cercare immagini...
Se ti va te ne mando qualcuna...

PlacidaSignora

Ecco, brava. L'anno venturo al mare, possibilimente qui.
:-*

manu

cristiano, forse io ho avuto una delusione duale rispetto alla tua. cioé: non è colpa del sistema di comunicazione virtuale se quello reale non funziona più. o anche sì, ma non è quello il punto. bisogna vivere tutto il possibile. quindi sono le vecchie strutture, soprattutto quando si parla di cultura, che devono correre e stare al passo di una qualità di approfondimento sempre in fuga che, ora come ora, vive più online che dietro i microfoni della convegnistica nazionale.
antonella, ne abbiamo già parlato tra il cielo come un coperchio e i nostri mal di testa. e sì, quello che conta è sabato... :-P
alja, quello della commercializzazione del libro è un'altra brutta cosa. il libro come oggetto, il libro che ha un costo, il libro che deve vendere... sono concetti che poco hanno a che fare con le care sottolineature sulle nostre pagine, lo so. infatti, il tuo, è un discorso che approvo in pieno e che, anzi, allargherei a tutto ciò che per me ha un senso e che, proprio per questo, non dovrebbe mai far parte di un mercato. però. se questo sono sfumature soggettive, da zecche pelose come direbbe qualcuno, il fallimento del discorso sulla letteratura è oggettivo. ed era un discorso che avrebbe emancipato la fiera del libro da grande centro commerciale che intristisce a prescindere a luogo dove la storia della letteratura ha una possibilità. così non è stato e, questa, è la mia più grande tristezza. :-*
stillpoint, più in ascolto di così... tra un po' divento eteristica! :-P abbiamo la stessa opinione, quindi.
teresa, eh: tu eri distratta, io gli ho detto è lei! è lei! e cattelan CLICK! ha scattato...
frieda, come non concordare? già. :-) ma i libri servono anche per evangelizzare e vanno anche distribuiti, scambiati e assaggiati qua e là. ben venga tutto, quindi. purché con quel livello minimo di anima che sembra mancare sempre più spesso ascoltando gli interventi di un convegno e essendo tra il pubblico.
pam, il più italiano dei benvenuti allora! :-)
faggella, magari meglio e più aderenti... :-P chi può dirlo?
marco candida, ciao! :-)
subliminalpop, ma qui non si parla di divertimento. mi interrogavo sul senso più universale di un evento del genere. da cui, legittimamente, dobbiamo aspettarci molto da un punto di vista filologico. poi, che c'entra, gli amici, li incontro altrove. :-) anch'io amo molto quest'opera di cattelan... :-)
21venti, tu cogli sempre il cuore invece. ecco, sono felice di leggerti tra questi commenti. :-*
effe, la parola è qui. sì. soprattutto quando passi tu... :-*
massaia di avesa, non mi potare. vedrai che daremo i nostri frutti. :-*
gabriella, sono stata felice di sapere il mio post abbracciato da te! :-) meno di sapere che eravamo così vicine a torino... non so perché ogni movimento costi così tanto. grazie.
porkettaro, alla fiera del libro c'era il mullah: TUTT QUANT. :-P
monica, forse sì. anche se il tuo mi colpisce particolarmente... ti riabbraccio.
dada, grazie: per l'abbraccio, la pacca e il suvvia. :-) forse hai ragione: i luoghi deputati al dialogo e il dialogo stesso non coincidono mai... eccoti il mio abbraccio.
xxx, lo so a tratti. ma scrivo anche nei tratti dove non so... :-P
T, no: non lo dico.
scintilla, sei adorabile! :-D sarò più egoista, promesso. e presto prenderò il treno giusto...
mipassiilsaleperfavore?, invece andrebbe premiato chi coccola l'entusiasmo altrui... quando ci vediamo? :-)
isabella, grazie: hai avuto per me parole preziose e affini. come sempre del resto, ma questa volta di più. ti abbraccio, senza che mi basti...
almostblue58, ci saranno altre occasioni. ma forse il problema sta nel sottile confine tra comunicare ed esprimersi... non trovi? ti abbraccio e benvenuto.
r:ob, dobbiamo parlare. sì, tantissimo. :-* ma ogni volta che mi chiami sono a spinning...
merlino, già. anche nel deserto c'è vita. e voci inudibili anche nel più bianco dei silenzi. d'altra parte, se ci pensi, una persona sorda potrebbe condannare il mondo zittissimo in cui vive... ecco perché occorre distinguere tra oggettivo e soggettivo. e guardare sforzandosi di non inquinare guardando. hai visto lisbon story di wenders? :-)
el secretario, ho visto... figurati, grazie a te! :-)
dentro e fuori, non so chi sia suzanne. so però che: o ce lo spieghi o eviti di scrivere domande retoriche al solo scopo di attirare accessi sul tuo sito... non siamo in televisione, qua. per questo e perché così ho fatto altre volte ho disattivato il link presente nel tuo commento. spero che saprai capire. benvenuto, comunque. :-)

Dentro e fuori

Chi è Suzanne?

El Secretario

Solo x informarti che ho preso a prestito un paio di fotine e le ho incollate sul mio siterello...citando e ringraziando.
Grazie ancora e
Cià

El Secretario

Merlino

Il deserto non è silenzioso... Parla con voci non convenzionali dirette ad altre orecchie, forse le stesse in grado di ascoltare le mille parole che sussurra un nick name... ;-)

R:ob

Dobbiamo parlare. Un bacio :-)

almostblue58

bello leggerti :o)
anche se l'amarezza del racconto è contagiosa. mai stato alla Fiera del libro, quest'anno un pensierino ce l'avevo fatto ma il lavoro non mi consentiva di andare oltre il semplice pensiero. e forse non è stato un male: sapessi quanta paura mi fa chi si parla addosso...
forse, a forza di leggerci online, abbiamo perso davvero il piacere di ascoltare.
be', spero ci siano occasioni - diamocele - in cui potremo parlare e ascoltarci.
a presto :o)

Isabella

... ed in quella camicetta viola la sorridente Manu dagli occhi chiari, e da quella camicetta viola la voce delicata di una bambina e la fermezza di una mistica.

Manu è arrivata così, come cercando qualcosa, accompagnata da Omar, più disincantato di lei e da un amico che (forse per celia) la voleva vedere a tutti i costi da Marzullo...

Anche io ho voluto bene ad Antonio Moresco perchè, laddove ci si aspettava una lotta insensata sui termini e la storia, lui ha sciolto i nodi delle anime di chi è davvero dentro la scrittura.

"Non mi basta" ed a quelle parole m'è apparso davanti agli occhi il titolo del blog di Manu, quei caratteri incisivi e tremanti come l'attesa del futuro: nulla che mi basti....

E mi sono voltata un poco verso di lei, appena una sedia dietro di me, nascondendomi dietro la bottiglietta di cocacola quasi per pudore, di fronte a chi aveva già compreso che questa è la soluzione della nostra lotta quotidiana.

Non farci mai bastare nulla.

E' piaciuto a tutti quello che ha detto Antonio Moresco. Anche a Loredana che difendeva la realtàanche a Carla che ci ha tenuto a dire che non era poi tutto già deserto.

C'era anche gioia in quell'andirivieni carico di libri, nello struscio intellettuale, c'erano persone che si trovavano senza essersi mai conosciute, legate solo dal filo del non farsi bastare mai, quel filo che è la guida di

Basta restarsi vicino ed aspettare, come le ha detto Renato Curcio.

Renato Curcio sa cos'è il silenzio per averlo provato sulla sua pelle.
Proprio perchè nulla gli è mai bastato. E per lui questo verbo non è stato certo un filosofare... Ma sangue di cui rispondere. Ed al sangue si risponde solo con la passione, la certezza e l'ideale.

Eppure non saremo per sempre trentenni:
Questa è l'unica certezza (per quanto poco consolatoria) che i vecchi possono offrire; questa è l'unica certezza che non fa apparire tutto uguale, la certezza che diversifica la Fiera del Libro da quella del Fitness, i telefonini ed i messaggi dalla parola vivente, la nostra essenza dal nostro nick.

Non saremo per sempre trentenni e mi rendo conto di quanto ora vorrei essere in un posto diverso da dove devo; di quanto vorrei che qualcuno mi reclamasse altrove; di quanto sto lottando per tornare ad essere scomoda... perchè non ci sia mai nulla che mi basti.

Un bacio. Sei una grande scrittrice.

Mipassiilsaleperfavore?

La ripetizione del commento non è certo un errore, ci mancherebbe altro, giusto per essere più incisiva. Ehehe!
Scusa Manu, ho cliccato due volte compulsivamente. :-*

Mipassiilsaleperfavore?

Eccoli lì, tutti in fila, i motivi per i quali ho evitato di venire alla fiera del libro.
Sospettavo fosse la vetrina di un bar, stipato di presenze ma soprattutto di assenze.

L'uccisione dell'entusiasmo altrui è un reato da perseguire penalmente.

Mipassiilsaleperfavore?

Eccoli lì, tutti in fila, i motivi per i quali ho evitato di venire alla fiera del libro.
Sospettavo fosse la vetrina di un bar, stipato di presenze ma soprattutto stipato di assenze.

L'uccisione dell'entusiasmo altrui sarebbe un reato da perseguire penalmente.

scintilla

Del perché si vendono sempre le stesse porcherie.
Tutta questa gente che ti sfiora senza toccarti mai, ti soffiano addosso la loro aria e tu hai bisogno solo di un abbraccio.
Cerca di essere un po' più egoista, filtra senza stancarti mai, non masticare la polvere che ti vogliono propinare.
"se potessi aiutarti cosa potrei fare?"
"esistere"
La parola? Io non so usarla ma so che mi fa vibrare ed è quello a cui vorrei assistere ogni volta che ci sono lettori ogni volta che si parla di poesia e perché nessuno sa scriverla?
Manu, io un'idea ce l'ho...hai preso il treno sbagliato :-P
...e che non sia per sempre una cerchia ristrettissssimissima

T

Ma che sei SEMPRE la più bella non lo dici?

xxx

Manuelina Mardin, non ti scoraggiare! Tu più di ogni altra cosa devi scrivere e lo sai. Un abbraccio.

dada

Non saranno i convegni e le conferenze a cambiare il mondo, per fortuna non esistono soltanto conferenze e convegni... Per quello che ho visto io,i luoghi e i momenti deputati al dialogo e alla discussione non coincidono mai con i termini previsti e si finisce per sentire i relatori citarsi, rileggersi, ripetersi. Pensavo fosse un difetto esclusivamente accademico; spero che gli Indiani abbiano peccato d'ingenuità, trasportando in blocco il modello conferenziario senza porsi troppe questioni.
Sì, io non c'ero, però leggerti mi ha dato quest'idea, anche se poi mi sa che non sono mica riuscito tanto bene ad esporla.
Quanto alla restaurazione, ne "LA famiglia Wishaw" ci sono un paio di pagine interessanti. Magari un giorno o l'altro le posto.
E poi, volevo darti un abbraccio di bentornata e una pacca sulla spalla e dirti: "Dai, suvvia!" ;-)

monica

sì, c'è un po' di silenzio. ma forse è meglio così.

P.R.K. (cioè ..sempre il Porkettaro)

E bravo Omar. Sta raggiungendo i livelli di Ciccio Formaggio.

Ma alla Fiera di TO c'era il libro del Mullah?

Ciàu!

gabriella fuschini

Cara Manuela, da indiana, abbraccio tutto il tuo lungo post. Sono andata a Torino con l'spettativa di assistere a un dibattito, di sentire come argomentassero coloro che negano l'esistenza della restaurazione... il nulla più totale. Non so. Per quanto mi riguarda, sono in piena riflessione.
"... Stavo lì per ore, nel buio, in quell'odore di chiuso. Cosa stava avvenendo alla mia vita? Dov'ero? Era in serbo qualcosa anche per me dentro quella polpa nera che si chiudeva? Perché ogni movimento costava un simile attrito? Perché, per fare un solo passo, bisognava spostare tutta la massa dell'universo?..." Antonio Moresco, Lo sbrego.
un caro saluto

la massaia di avesa

sto cominciando a potare. è necessario, per me, in questo momento. sto buttando un sacco di cose. voglio concentrarmi su quello che vale. tu e il tuo blog siete uno dei miei punti saldi.

Effe

non è più tempo di incontri e cattedre, la parola è fuori, la parola è qui.

(saggio, quell'Omar)

21venti

ecco. ho letto tutto d'un fiato per poi tornare al titolo del post e al Cattelan della foto. sono sconcertata da quanto hai descritto ma non più di tanto, la gente spesso non "sente" le urgenze e quando le sente in genere è un po' tardi. aspetto di leggere in questi commenti qualcosa di vero, di forte se necessario, qualcosa che spieghi. buona giornata.

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