fuori l'aria è piena di ascelle umidicce e ferite in vista. non più l'eleganza del cappotto a ben confezionare il tutto. non più la signorilità di un cappello a coprire ricrescite e capelli crespi. felpette fino alla vita con catetere in vista. ferri infilati nel braccio scoperto di un uomo tra la folla. ombelichi sudati che premono sulle magliette colorate. e piedi, piedi come se piovessero. piedi sporchi, piedi impolverati, piedi appena usciti da un salone estetico, piedi in visita al santopadre, piedi da tutte le parti del mondo. piedi sprofondati su solette in pelle divorodor, piedi a bagno in calzettoni di spugna bianchi, piedi con le unghie nere, piedi con i calli in vista, con le dita screpolate, con le piaghe del pellegrinaggio dell’anno scorso, con l’alluce valgo.
turiste americane dalle larghe spalle scottate ridacchiano qua e là, la guida in mano, la vita sotto le canottiere scolorite. indossano vestiti rubati alla moda romana, indossano la tentazione fatta realtà del fascino europeo. le guardi e puoi indovinare da quanto tempo sono qui. quelle appena arrivate le riconosci subito, pelle bianca bianca, scarpe basse, vestiti stile scout. poi, piano piano, roma riesce là dove milioni di riviste patinate hanno fallito. le vedi, a metà soggiorno, indossare ancora il pantaloncino multitasche da pescatore ma con ai piedi un paio di fiammanti sandaletti vezzosi italian style. e poi è la volta della camicia un po' trasparente e poi un paio di occhiali da diva. e infine un cappello, sì. alla fine del soggiorno le vedi nelle stradine intorno al pantheon passeggiare a testa alta, foderate di vestiti nuovi, con la guida finalmente in borsa, il rossetto sulle labbra e un gelato in mano.
e i ragazzi che lavorano nel supermercato qua sopra fanno quello che possono coi loro letmisì e evebiutifuldei. si prendono in giro da una cassa all'altra, invidiosi che quella più carina sia finita sul lettore del collega: forza un po' letmisì che stai a fa' 'na fila che non finisce più! fanno a gara per servirle. e loro, le americane, non capiscono ma ridono. gli si legge negli occhi la voglia di divertirsi, negli occhi e sul nastro della cassa: pringles, vino, gelato, gin...
e poi, in strada, torpedoni di anziani in gita organizzata. sorpassarli è impossibile, stazionano all'uscita della metro e ostentano quel senso di smarrimento tipico dei greggi e dell'elettorato di sinistra. ondeggiano quasi, sui loro sandali ben piantati, sulle loro ginocchia ben divaricate. si sventolano con i volantini che distribuisce la ragazza all'angolo, li agitano con le mani piene di macchie e lentiggini, ricoperte di quella peluria così bianca che quasi intenerisce.
un uomo dal tavolino di un bar vicino ha ordinato, urlando verso la ragazza al banco, un amaro averna. è mattina e il cielo è un tappo che ci tiene sottovuoto. sul lungo viale sfilano davanti a me sederi enormi ed io, che pure non sono un'esteta, mi sento sopraffatta da tutta quella ciccia. penso alla pesantezza che deve essere. con le loro magliette troppo strette incollate sulla pancia e il rimorso, ma forse questa è una proiezione mia, che inquina le loro lingue mentre addentano dolci di ogni tipo. mentre divorano i vari pasta + wine menu. passi accanto a loro e, vi giuro, ti sembra di sentire lo sbuffo di maionese del panino che addentano.
e zainetti, la zona intorno a piazza risorgimento è piena di marsupi e zainetti. una specie di protezione in goretex, una sorta di difesa. l’imprevisto che diventa prevedibile nelle menti di questi turisti, la sera per la mattina, mentre preparano tutto. mentre impilano, con cura, il k-way e l’ombrello piccolo, le bottigliette d’acqua e i fazzolettini di carta, una felpa in più perché non si sa mai. e poi il giorno dopo, il loro grande Dio, manda sulla terra, la tipica giornata torrida che ti aspetteresti, anche senza dio, da un quindici giugno di romanissima specie. che ti toglie il fiato e l’appetito. che ti fa sudare se solo pensi al k-way e alla felpa nello zaino. ma non imparano, no. ti sembra di sentirli mentre li sfiori in ciabattine foderata della tua stoffa minima, gli occhi coperti dagli occhiali scuri, i capelli legati. ti sembra di sentirli mentre, più o meno a mente, prendono nota e si lanciano nella lista dello zainetto perfetto quello che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe prevedere e risolvere anche l’imprevisto più imprevedibile. ma manca sempre qualcosa, di' la verità, ti si legge in faccia. troppo spesso non fai i conti col tuo grande Dio, che prende e mette un po’ come gli pare e non deve certo rendere conto a te e ai tuoi panini muffi.
e poi io che, intanto e senza preavviso, rinsavisco. o guarisco. o impazzisco. o non so. piano piano, lo sento solo io. si tratta sempre più di un lento scivolare via dal mondo che poi, forse, è solo un bagnarsene ancora di più. qualcosa che non ho ancora ben capito se lasci sgocciolare fuori la sanità mentale o se, invece, inzuppi di pazzia tutto quello che c’è. ma sento le gocce e questo è importante, le sento piano e dolcemente inesorabili, sulla mia pelle che è molto meno resistente di una roccia. che si lascia scavare con facilità e non si difende. che alza le mani e non prevede niente. sia quel che sia. niente zainetti, niente ombrelli, niente scorte. che piova pure, sono qua. mi piace l'acqua.
Aggiungere qualcosa a tutte le belle parole che ti hanno già detto è difficile! allora,dirò soltanto che il quadretto romano è fin troppo benevolo e che i piedi sono la parte più divertebte e grottesca! Ma come è vera! Credevo abitassi dalle mie parti, invece mi sa che sei in Prati, cmq conta poco, di questa stagione... non c'è scampo da nessuna parte! vieni a trovarmi sul mio blog! Ciao, monica
Scritto da: Monica Vannucchi | luglio 25, 2009 a 13:08
xxx, tu sei provocatorio per definizione... :-P
solaris, chiamami, eh. ché t'accompagno! :-) (ho iniziato cemento, non è un ottimo segno? baci.)
l'alligatore, eccomi qua, sono una di voi. :-*
Scritto da: manu | giugno 30, 2009 a 18:14
Manu, aspettiamo tutti un segno della tua esistenza. Scrivi un post: tu, come noi, esisti, sei una di noi...
Scritto da: L'Alligatore | giugno 28, 2009 a 13:31
prego xxx, non sei stato provocatorio, mi sono divertito e spero di aver un po' sdrammatizzato (con queste dannate scossette che non finiscono mai).
M., mi hai messo la voglia di passare una domenica in giro per la mia città. Lo farò appena arriva luglio. Tremate, pensionate americane.....
Scritto da: Solaris | giugno 23, 2009 a 21:08
Grazie a chi mi ha risposto!!! Non volevo essere provocatorio, sono solo un lettore curioso!! Ciao, Mardin!
Scritto da: xxx | giugno 23, 2009 a 08:57
ma sì, puntino, scusa, forse è esagerato... volevo solo dire, perché nascondersi? ciao, eh.
lillo, ma che dolce, tu! :-) ora passo a leggerti.
solaris, grazie! soprattutto per avermi svelato il motivo della mia esistenza... anche se, a pensarci, provare a scoprire fino a dove si può contare sarebbe già un motivo di quelli con la emme grande, no? un bacetto.
Scritto da: manu | giugno 22, 2009 a 21:52
Mardin forse non esisteva, ma abbiamo avuto la necessità di chiederne la creazione, perché ci serviva qualcuno/a con la sua capacità di vedere e non solo guardare, di annotare quasi respirando, giocando tra squarci di feticismi, etnografie di turismi e quadri insospettabilmente completi di pezzi di mondo, tra sogni di sensazioni di viaggio e completini viola per bambine viola. Adesso Mardin esiste, e io ne ho le prove (esistono anche V., che conta fino a sedici, e D.,che conta fino ai vari infiniti cantoriani), e siamo tutti più felici, e più ricchi, e più intensi, per merito suo.. e anche più divertiti.
Scritto da: un provocato Solaris, x xxx | giugno 21, 2009 a 11:13
ehi volevo scriverti un commento carino ma dopo questo del punto come si fa??? è troppo dolce! io mi arrendo... ti scrivo presto però... ciao!
Scritto da: lillo | giugno 21, 2009 a 10:46
Hai ragione, Manu. E' solo che sono certo che tu non hai la stessa opinione su di me... oggi mi scopro anche un po' vigliacco! Ciao e scusa.
Scritto da: . | giugno 19, 2009 a 17:49
lillo, il tuo blog è molto piacevole. e, non so dirti neanche bene perché, l'ho sentito subito familiare. è bello conoscersi così... ti abbraccio.
puntino, grazie! anche se i commenti anonimi, soprattutto se così personali, hanno un peso diverso, ai miei occhi. viene da pensare che è strano che una persona che ti conosce e che ti considera così speciale non trovi, alla fine, neanche il coraggio di firmarsi. viene da pensare che è proprio vero che i complimenti costano poco e che, a volte, sono addirittura gratuiti. ciao a te.
Scritto da: manu | giugno 18, 2009 a 15:19
Io, Manuela, la conosco bene. E' una delle persone più belle che ho conosciuto mai... forse la migliore. Ciao, Manu.
Scritto da: . | giugno 17, 2009 a 21:28
cavolo 23 commenti (24 con questo) sono quasi invidioso! ;-) ho letto che te ne sono arrivati 10000 giusto? sei una famosa allora :-) ti ringrazio di essere passata dal mio blog e di avere scritto cose così carine, è una cosa graziosa e lo ritengo un onore... :-)
Scritto da: lillo | giugno 17, 2009 a 21:06
no, xxx, direi che non esisto. (grazie però, pur non esistendo.)
Scritto da: manu | giugno 17, 2009 a 19:38
Lancio una provocazione A TUTTI: Mardin esiste? Qualcuno di voi l'ha mai incontrata? Qualcuno sa se gesticola quando parla per esempio? E' che dopo anni di letture come queste comincio a dubitare e soprattutto mi chiedo perché non ti trovo in libreria.... Complimenti, meravigliosa Mardin!!! ;-P
Scritto da: xxx | giugno 17, 2009 a 16:30
detta così, and, a parte i quarant'anni, avrei potuto essere io. :-)
Scritto da: manu | giugno 17, 2009 a 15:50
al lago ho visto una donna vestita come un in un film hoolywoodiano anni '50. avrà avuto quarant'anni, seduta sulla panchina che fumava e leggeva. non si è mai tolta gli occhiali da sole e nemmeno i tacchi alti.
Scritto da: and | giugno 17, 2009 a 14:32
emmacara, finalmente! anch'io mi sento meglio vestita di poco. tanto che anche d'inverno, nonostante sia nata nella città più fredda di italia e viva in una delle più calde, sento sempre un po' freddo. però, di nuovo, il freddo mi fa sentire viva. il caldo, in un certo senso, ottunde e anestetizza. poi che la gente non si lavi è un fatto e che i piedi siano fonte di nutrientissime fascinazioni un altro. baci.
silvia, grazie. leggo sul tuo blog di cronopio e sorrido della coincidenza: pochi minuti fa rileggevo alcuni brani dal libro di cortazar... benvenuta!
albafucens, ho letto, appena ho un attimo ti rispondo con calma. sono felice di averti ri/trovata. :-)
sid, ma l'estate piace anche a me. e tutti i turisti, se non esagerano, a volte sì e a volte no. non amo il turismo di massa e anche la gente: a volte sono sociofobica, a volte amo tUtto il mOndo. ma la magia della dolce vita romana ha poco a che vedere con i torpedoni sotto il caldo delle tre di pomeriggio, credimi. certo ogni volta che andiamo in bicicletta per certe viuzze mi sento molto molto fortunata, roma è roma. un bacetto.
Scritto da: manu | giugno 17, 2009 a 12:43
io l'estate tutta la vita. l'estate e l'estate romana tutta la vita. perché vivere in una città come la tua, anche se ti costringe alla confusione del turista è una città che ispira la vacanza ed il sorriso. ed allora vivere e lavorare in un posto dove quando esci, sei in vacanza, ha tutto un altro sapore.
(poi tu, come scrivi, mi fai impazzire)
Scritto da: sid | giugno 17, 2009 a 11:27
ciao manuela
ti ho mandato una email al tuo indirizzo di posta elettronica che risponde a tutte le tue domande
un abbraccio
Scritto da: albafucens | giugno 17, 2009 a 11:22
Anch'io preferisco l'eleganza invernale...Simpatica la parte sui piedi :)
Bel blog! Un saluto
Scritto da: Silvia | giugno 17, 2009 a 11:14
dunque, prima di tutto elegante mi sento di piu` quando non sono infagottata.
il problema e` che la gente non si lava.
scusa la verita` detta in modo brusco ma e` vero.
ho sentito dire cose inenarrabili sull'igiene personale e soprattutto ne ho annusate mio malgrado tante.
quanto ai piedi li adoro, ci ho costruito certe passioni.
li fotografo, li scrivo, li ascolto.
ci ho scritto su anche.
saluti,
Scritto da: emma | giugno 17, 2009 a 11:01
no, solo è un posto che ho cominciato a conoscere. la famiglia di d è di origine sarda e viene dal nuorese. ieri ho letto un tuo commento a proposito e, così, ho voluto chiedertelo. qualche settimana fa ho letto in sardegna non c'è il mare di fois e mi è sembrato di imparare, su nuoro, tutto quello che ancora non sapevo. baci.
Scritto da: manu | giugno 17, 2009 a 10:04
@ Manu: no, non sono di Nuoro, ci ho vissuto solo per quattro anni, dove ho fatto il liceo, perchè mio padre per motivi di lavoro si era trasferito.
Perchè tu lo sei?
Comunque, non te l'ho detto, il tuo pezzo è bello e tra l'altro abbiamo qualcosa in comune, visto che anch'io quando cammino per strada annoto mentalmente ciò che vedo... vedi panchina... ;)
Scritto da: arthur | giugno 17, 2009 a 09:56
matilde1, tranne per chi è elegante dentro... :-)
l'alligatore, sì. anche se anche la vita, in inverno, sta meglio: ha contorni più nitidi.
manina effe, grazie!
amphetamine, già: soprattutto sensi di appartenenza. da anni ripeto, come se fosse una grande verità, una frase che non sembra comunicare a molti tutto quello che comunica a me. non so come ci ho pensato, né se tu potrai trovarla bella come me, insomma te la dico: sotto sotto siamo tutti nudi. non ti sembra qualcosa di rivoluzionario? :-P un bacetto e benvenuto.
splendidi quarantenni, grazie, sono felice di vederti qua. insomma solo ieri mi sembrava strano farti gli auguri di compleanno ed eccoti. :-)
kovalski, anche il caldo pare averci influenzato alla stessa maniera... ieri, sotto il sole delle quattordici, ho visto un uomo in giacca e cravatta e ti ho pensato. baci freschi.
lillo, mi fermerei a moretti. poi, un giorno, ti racconterò i miei incontri ravvicinati con lui... ah, come mi è piaciuta la poesia della szymborska che ho letto sul tuo blog: non la conoscevo, grazie!
laura, grazie mille. e benvenuta qua. :-)
cate, l'eventualità che tu possa scrivere qualcosa di banale e stupido mi sembra piuttosto remota. sì, credo che venezia e roma siano sorelle anche per questo. purtroppo. non mi piace quando un aspetto prevale sugli altri, quando il tessuto sociale s'impoverisce schiacciato da un solo modo di viversi la città. lo penso anche per le città con troppi studenti, così orrendamente piene di gente tutta uguale. anch'io non vedo l'ora di rivederti, sì. :-*
albafucens, ma sai che spesso leggo le tue poesie e non riesco a commentarle? e sai che non riesco più a trovare la tua email e non so se, infine, ti ho risposto oppure no? e sai che forse un giorno di due anni fa ci siamo viste? io ero incinta ed eravamo ad un incontro con filippo gatti in un caffé equo e solidale vicino alla tiburtina... può essere? un bacio, intanto. e grazie.
arthur, hai ragione. nel senso che mentre camminavo annotavo a mente tutte queste cose e non pensavo di farne un post. a volte mi sembra di scrivere sempre, di continuo, anche in silenzio, anche senza muovere un dito. (posso farti una domanda un po' così: ma tu sei di nuoro?)
Scritto da: manu | giugno 17, 2009 a 09:29
Non so perché, ma leggendo mi sembrava quasi di curiosare in un diario, pensieri alla rinfusa che dipingevano momenti di vita, ma come se tu li avessi scritti solo per te, per fermare nella memoria certe tue sensazioni.
E poi… sembra quasi una sceneggiatura, fedele e puntigliosa nei particolari, ma solo quelli che contano, il rossetto sulle labbra, il gelato in mano, la magliette troppo strette incollate sulla pancia…
Divertente e allo stesso tempo istruttivo… ;)
Scritto da: arthur | giugno 16, 2009 a 18:39
bello, elegante e toccante come tutti i tuoi post, un quadro davvero pittoresco
ciao
Scritto da: albafucens | giugno 16, 2009 a 16:45
manu.
senti, i (miei) commenti rischian sempre d'essere banali e stupidi.
ho letto. e non vedo l'ora di rivederti, siccome negli scritti ti sento sempre di più. Potrei scrivere io quel che dici, anche se qui al posto di piazza risorgimento ci son canali (e americane che, ubriache, dentro vi si tuffano).
Scritto da: cate | giugno 16, 2009 a 16:34
Dio, bellissimo quello che hai scritto!
Scritto da: Laura | giugno 16, 2009 a 13:27
bacetto a te mia cara :-)
ah per la tua lista io ho i piedi grandi e bianchi e divorati dalle zanzare... è bello il modo in cui sei riuscita a passare da questa serie di flashes "pedestri" attraverso la dolce vita dei turisti americani fino all'apocalittico temporale finale che crolla indifferentemente su tutto sto brulichio umano (o bestiario)... trovo che il sentimento di liberazione espresso così sia più forte... e del resto chi non passeggia sotto l'acqua almeno una volta si perde qualcosa...
ps. peccato per monicelli... ma che ne sai, magari ti rifarai con moretti, oppure con muccino ;-) muuuu!
Scritto da: lillo | giugno 16, 2009 a 12:36
è state
e anche tu, a quanto pare... :-)
(che bello questo mardin-hieronimas bosch di varia umanità..... )
ps: :-*
Scritto da: kovalski | giugno 16, 2009 a 11:23