io non so bene cosa scrivere. sono confusa, attonita, piena di dolore. provo a mandarlo giù, a nasconderlo sotto la maglietta, ma torna. ripercorro le mie strade, le mie case, la mia città ed è terribile vederla rimbalzare su tutti i giornali distrutta e ferita. e ovviamente un brutto groviglio di dubbi e stupidi paragoni mi sale alla gola. queste cose succedono spesso, purtroppo, ma com'è diverso quando tra le foto dei superstiti su repubblica riconosci la faccia sconvolta di un tuo amico. come è diverso quando ti disperi alle sette di mattina sui corridoi di un albergo nell'attesa che qualcuno risponda. ti sembra di sentirlo quel pronto, tanto è dentro di te. e però non arriva, non risponde, non squilla, è occupato. e tu vedi tutta la tua vita davanti e sai che potrebbe essere finita per sempre. e tutto è così mischiato ad ogni singolo mattone di quelle strade che ami tanto, che mentre cammini su e giù ti sembra di sentirle crollare. ti sembra che le scale dell'albergo si muovano, senti scricchiolii ovunque, voci. ma non quel pronto. mi sono sentita così impotente e minima. così presuntuosa e piena di aspettative. mi tornavano in mente le parole di rilke: chi ci ha rivolti così? continuo a ripetermele.
chi ha permesso che l'uomo si astraesse così tanto da sé e da tutto? non esistiamo, non più. facciamo finta di vivere, abbiamo una specie di account su una sovrastruttura che, ormai, è sempre più una sala giochi. una sovrastruttura che ci conforta, ci inorgoglisce, mette a tacere le paure e monetarizza tutto. scusate, scusatemi più che mai, gli ultimi giorni non hanno fatto che aumentare questa nausea generale che ai miei occhi avvolge tutto. mi sembra che tutto vada verso la fine senza grossi impedimenti. cementiamo, costruiamo, rialziamo, tutto in nome dell'affaruccio della politichetta del piccolo guadagnetto. facciamo tenerezza. la natura è lì, ci guarda, del tutto indifferente alla nostra presenza. è paziente, la natura, ma matrigna. non lo fa apposta, la natura. la natura è così, possente. siamo noi che non abbiamo più niente di naturale. e siamo talmente pieni di noi che ormai neanche mettiamo più in campo il rischio che il nostro cellulare possa scaricarsi. climatizzatori, navigatori, telefoni satellitari, nessuno conosce più un numero di telefono, nessuno sa più una strada... è progresso questo? è progresso vivere tutto l'anno con abiti dello stesso peso a ventuno gradi? vi chiederete cosa c'entri col terremoto che ha colpito la mia città e io proprio non lo so. so che abbiamo contribuito a buttare tante bombe su gente indifesa quanto quella dell'aquila e che quello, almeno, potevamo impedirlo. so che questi per me sono giorni in cui piangere per questo e per quello. so che occorre rispetto e fratellanza e tanto tanto amore per tutto. l'emergenza avvicina e rende solidali. e insegna, basta saperla ascoltare. la gente dell'aquila è forte e ce la farà: non invano i venti hanno soffiato, non invano ha infuriato la tempesta, scriveva esenin sergej. e non invano li abbiamo sempre sopportati, forza. vi abbraccio forte, perché mi avete fatto sentire meno sola e lontana. mentre aspetto la verifica di agibilità del mio cuore...
cara amica Manu, che stupida che sono, che ritardo terribile, non so perché ma non mi è venuto in mente subito che il tuo cuore e le tue cellule sono abruzzesi, io ti penso, vi penso sempre, ormai, romani. e ora, dopo giorni di lontananza dalla rete e dai media, riemergo dall'apnea e leggo tutto questo dolore... spero stiate tutti bene... ti sono vicina. come sono vere le tue parole.
Scritto da: Lorenza | aprile 18, 2009 a 23:08
ci provo, faccio il possibile, tutto quello che posso. e penso, penso sempre a tutto quello che ancora non torna, sperando che riesca a tornare. la madre terra merita rispetto, a volte ha bisogno di alzare un po' la voce per ricordarcelo. grazie mille, come sempre.
Scritto da: manu | aprile 18, 2009 a 14:50
Ognuno nel suo piccolo dovrebbe cercare di fare qualcosa, penso.
Scritto da: Manina Effe | aprile 15, 2009 a 15:36
ti bacio. mi dispiace poter dire solo che mi dispiace, ma so che ne senti la sincerità. ti sono vicina.
Scritto da: cate | aprile 14, 2009 a 11:11
ti leggo, ti abbraccio.
e mi viene da dire Madre Terra c'è. siamo noi che ci siamo persi. ma lei c'è, e nel suo esserci ci sostiene in tutti i modi. siamo noi che la violiamo.
ti sono vicina
Scritto da: silva | aprile 11, 2009 a 21:05
grazie, grazie mille. in questi momenti inauguri una specie di contabilità degli affetti e... siete tanti, e belli. sto bene, stiamo bene. un bene minimo, a tratti, se pensi alla catastrofe. un bene enorme, in realtà, se pensi al tutto. cerco di non pensare troppo e andare avanti. mia nonna, ottantaquattro anni, viva per miracolo, mi ha detto: se sei moderna vai avanti, se no sei antica. e lo diceva mentre leggeva i quotidiani con la montatura degli occhialetti fina e la mente finissima. e io sono moderna, voglio essere moderna. vi abbraccio, strettissimi.
Scritto da: manu | aprile 11, 2009 a 15:34
Arrivo solo adesso e leggo ciò che hai scritto...
Un abbraccio anche da parte mia.
Scritto da: arthur | aprile 10, 2009 a 18:55
Un abbraccio
Giovanna
Scritto da: La Mente Persa | aprile 10, 2009 a 12:10
un saluto, un abbraccio. Siamo con te, con voi.
Scritto da: mammina | aprile 10, 2009 a 10:29
Manu, un abbraccio. Potere esprimere quello che si prova dentro con le parole come hai fatto tu sul tuo blog è una grande benedizione e una forza, la forza e la benedizione dei sentimenti migliori. Che la tua città si ricostruisca più forte e più bella di prima. Ne sono certa.
Scritto da: Ciccirilla | aprile 9, 2009 a 22:16
solo stasera sono riuscito a verificare l'agibilità del mio di cuore quindi a telefonarti, quel "pronto" non è arrivato ma so che Viola probabilmente a quest'ora ti reclama e non vuole distrazioni ..
come hanno scritto prima di me il mio pensiero è volato subito verso. sono incazzato e solidale ma non confuso .. questo eventi quantomeno fanno sempre più chiarezza, e tu l'hai descritta in maniera impietosa eppure necessaria. paradossalmente è proprio attraverso la polvere che ancora non si deposita della tua città che questo paese potrà vederci più chiaro. un abbraccio.
Scritto da: stillpoint | aprile 9, 2009 a 20:30
Avec toute mon amitié, multiples pensées...
Scritto da: Céline | aprile 9, 2009 a 15:56
Un abbraccio forte a te
Scritto da: sancla | aprile 9, 2009 a 14:28
sì, ne sono convinta. gli aquilani sono gente forte, temprata. ce la faremo. resta la vita, resta l'amore. e, come scrive solaris, è tutto quello che non si può ricostruire. quindi è tanto, tantissimo. vi abbraccio, tanto.
Scritto da: manu | aprile 9, 2009 a 11:31
Mi ha svegliato anche a me. Ma ho pensato fossero i nostri soffioni boraciferi. Alle 7 mi è presa malissimo quando ho sentito e capito. Ti ho mandato un sms ed ho rintracciato un mio amico fotografo che era la per lavoro, e piangeva. E poi hai risposto, per fortuna. Ma il cuore era sempre più gonfio,ed a un certo punto è stata una alluvione di lacrime.Da ragazzo prevaleva l'incazzatura (in friuli andammo volontari, facemmo i comtati autogestiti di tendopoli, e con LC campagna per versare il bollo auto direttamente ai comitati...)adesso il magone, il dolore. Però il cuore non vacilla Manuela, stai tranquilla, ce la faremo anche questa volta, che abruzzesi e maremmani sono una razza e una faccia. Un abbraccio fortissimo e un grazie enorme per quel che hai scritto.
Scritto da: stefano | aprile 9, 2009 a 01:19
oltre al senso di impotenza, c'è rabbia; ti ho scritto perché ritengo ci debba essere.
Voi di quella bella città ferita dovete essere forti e ricostruire, riparare, rinascere. Sono certo che tu saprai essere forte; l'importante è che -nel disastro - tu abbia salvato ciò che non è possibile, in nessun modo, ricostruire. Da quello, da voi stessi ripartirete.
Scritto da: Solaris | aprile 8, 2009 a 21:05
el secretario, confusa, anch'io, sempre di più. non mi sembra possibile...
mf, sì, anche per me quella era una frase importante... è solo che ricominciare è dura e ci saranno appena le energie per ricominciare punto figuriamoci ricominciare in un'altra direzione.
dada, grazie mille. hai visto le immagini di collemaggio? un disastro.
Scritto da: manu | aprile 8, 2009 a 20:52
Volevo scriverti oggi, per chiederti come stavi e lo leggo ora qui. Mi dispiace tanto. Per tutto. Per tutti. Un abbraccio grande grande
Scritto da: dada | aprile 8, 2009 a 19:53
Quel senso d'impotenza, la testa che si riempie di se e di ma, il non sapere, il silenzio, il vuoto, il dolore, la rabbia... Tra le parole che hai scritto ho sottolineato una frase che dovrebbe far pensare un po' tutti: "[...] siamo noi che non abbiamo più niente di naturale". Credo che questo sia il male del nostro tempo, ma anche il punto da cui ricominciare.
Scritto da: MF | aprile 8, 2009 a 01:03
confuso e incazzato anch'io. e solidale, molto più di quanto sembri
Scritto da: El Secretario | aprile 8, 2009 a 00:52
il pronto è arrivato, sì. ma ancora non riesce a sciogliere quel senso di impotenza. un'impotenza naturale, congenita, se vogliamo. ma a cui non siamo più abituati. vi abbraccio, tutti e due, grazie.
Scritto da: manu | aprile 7, 2009 a 23:48
ti abbraccio cento, mille volte e spero che il "pronto" sia arrivato, almeno questo..
Scritto da: Solaris | aprile 7, 2009 a 23:21
Non ho parole. Il senso d'impotenza è immenso di fronte a cose di questo tipo. Felice di risentirti, un abbraccio.
Scritto da: L'Alligatore | aprile 7, 2009 a 22:59
antonella, sì, è proprio quello che volevo scrivere... resta davvero solo quello ed è tantissimo e lo dimentichiamo sempre! :-*
uovofritto, grazie mille, è stato forte e toccante quello che è successo.
lucia, sì, angoscia è la parola più giusta... sono felice di rileggerti, seppure in un frangente così triste. baci, non sparire di nuovo, ti penso.
Scritto da: manu | aprile 7, 2009 a 22:26
attraverso le tue parole rivivo gli stessi sentimenti di quasi trent'anni fa, ero da poco qui, lontana da casa, non sapevo se i miei genitori, mio fratello le miei zie e gli amici fossero vivi o morti, un'angoscia terribile. Ti ho pensato molto. Da quando eri mattina ho sentito la notizia, non ho fatto altro che pensare a te ai tuoi cari, alla tua città ... Un abbraccio. Lucia
Scritto da: lucia | aprile 7, 2009 a 21:16
Un abbraccio. Le tue riflessioni sono forti e toccanti.
Scritto da: uovofritto | aprile 7, 2009 a 18:16
è tutto confuso Manu, i pensieri che passano, le parole da dire, le sensazioni. Una cosa è chiara e decisa più di sempre, la vicinanza a chi vuoi bene e di chi ti vuole bene, le catastrofi come questa ce lo ricordano in modo imponente e fermo, ce lo ricordano con la paura che fa vacillare tutto tranne le certezze del cuore :-*
Scritto da: Antonella | aprile 7, 2009 a 18:02