bristol è bella, così bella che pensi che vorresti viverci fin dalla prima passeggiata che ti fai. quando ancora non hai visto niente e tutto è ancora confuso, ma già capisci che non è un posto tutto navi mercantili e cartoncini. siamo qui da un paio di giorni e camminiamo l'incamminabile tra angoli ameni e urbane allegrezze. gli uccellini cinguettano e, ogni mattina, ti ricordano che non sei a roma. visto che a roma, almeno dove abitiamo noi, senti solo i gabbiani. anche qui ci sono i gabbiani: c'è un porto bellissimo, a bristol. però non so, tra gli alberi intorno a casa e le ginestre in fiore, cinguettano solo gli uccellini. e meno male, perché a me i gabbiani non piacciono molto. non più. sono troppo grossi per riuscire a non temerli, oggi uno camminava bianco e altero davanti alla cattedrale e vicino a viola sembrava grandissimo. e viola ormai, mercoledì siamo stati dal pediatra, è alta ben ottantasei centimetri.
aggiungi che una volta ho visto due gabbiani litigare ed ho capito di cosa sono capaci. sembravano molto più feroci di quanto uno che li vede volteggiare sul porticciolo d'estate sarebbe disposto a pensare. certo, capita a tutti di massacrare a colpi di becco un collega per un pezzo di toast andato a male, sarà stato un attimo di nervosismo, pensi. ma ricordiamoci jonathan livingston, ricordiamo quanto può essere pesante moralista e gné gné gné un gabbiano in buona, non si sa cosa è peggio. in più hanno uno sguardo che non capisco. un po' come tutti gli uccelli, in realtà. senza scomodare hitchcock, sarà perché non hanno le labbra, li immagino nervosi e privi di dolcezze. ma magari mi sbaglio, sono solo una piccola donna che fa le pulci a tutto ciò che non le somiglia. tranne le pulci stesse, forse. in effetti spesso penso che anche i ragni, ad esempio, mi spaventino perché non riesco a guardarli negli occhi. e allora non li capisco. ma forse sono fatta per non capire. forse loro capiscono e di fronte alla mia piccineria rimangono zitti. come glielo spiego a questa biondina italiana con le calze verdi, penseranno, che oltre lo sguardo c'è tutto un mondo? così se ne stanno zitti ed entrambi perdiamo qualcosa. in ogni caso era solo per dire che scrivo da una stanza in cui entra il sole. e i rami degli alberi sono pieni di uccellini dal becco piccolo e trascurabile, quindi abbordabili e simpatici. and the spring sprung, c'è poco da fare. indipendentemente dallo spazio e dal tempo. e io respiro e ascolto il silenzio pieno di vita che c'è nell'aria. d'altra parte sia i portishead che i massive attack sono nati e cresciuti qui e certa musica non è mai per caso.
tutto è sempre molto peggio di come ce lo raccontano, la vita è il pianeta, l'aria, il magma. la vita non è il corriere o la repubblica, è molto molto di più. grazie mille, a tutti.
Scritto da: manu | aprile 7, 2009 a 17:55
solo tu. puoi riuscire a mettere insieme massive attack e clash in due parole. e afrceli pure stare bene, insieme.
sei tu. la solita tu.
unfinished sympathy
:-*
Scritto da: kovalski | aprile 7, 2009 a 17:29
Felice di saperti lontana.
Qui è molto peggio di come la raccontano i media. I soccorsi sono pochi e la gente è ancora sotto le macerie, mentre la politica tentenna.
Scritto da: _hold3n | aprile 7, 2009 a 16:02
il terremoto a L'Aquila mi ha subito richiamato, alla mente e al cuore, te, con grande affetto.
Scritto da: matilde1.splinder.com | aprile 6, 2009 a 22:51
le notizie, forse, sono meno di quelle che avete voi. sono ancora in inghilterra. la situazione, vista da qui, appare gravissima e triste. e forse quello che è ancora più triste è che, visto da qui, tutto è molto meno pauroso di quello che hanno vissuto sul posto... baci, grazie.
Scritto da: manu | aprile 6, 2009 a 18:43
ho pensato subito a te, a casa tua. dacci notizie.
un pensiero e un bacio grande.ciao
Scritto da: mammina | aprile 6, 2009 a 16:42
dammi notizie.
bestio
Scritto da: bestio | aprile 6, 2009 a 14:37
è pieno di prati inglesi, qua. e, non ci crederete, sole. baci da cambridge. a presto.
Scritto da: manu | aprile 5, 2009 a 12:14
Allora, quando torni da Bristol?
Scritto da: L'Alligatore | aprile 4, 2009 a 13:04
va beh, il gabbiano, la gaviota, mouette, Möwe, the seagull, ma non dimentichiamoci della Taube, la paloma, the dove, che i tedeschi chiamano anche "il sorcio dei cieli", e ne hanno ben donde, con tutto quello sterco che spargono in giro
Scritto da: aitan | aprile 2, 2009 a 18:29
E’ già troppo per me. Abbandono il blog fino al ritorno, quando al massimo dietro l’angolo puoi rischiare di incontrare lando fiorini (con tutto il rispetto). Ma Robert 3D e Beth no, questa è veramente una provocazione. Altro che gabbiani giganti, senza labbra, nervosi e privi di dolcezza. ma sai che pensavo che per longevità quel gabbiano vicino a Viola si potrebbe essere intrufolato nel collettivo Wild Brunch ed aver visto nascere (ascoltato? che orecchie hanno i gabbiani?) quasi tutti i dischi dei ns. e forse in po’ più in là nel Dorset anche quelli di Polly .. (a proposito P.J. è inside me e il fotografo può diventare senza pericoli un music store) e quindi guardare e pensare “ma guarda questa biondina italiana con le calze verdi e questo montanaro finto sovietico con i piedi lunghi ma cosa credono di aver visto più di me, cosa credono di insegnarmi”. Nulla, ad un gabbiano di Bristol, nulla.
Scritto da: g.piero | aprile 1, 2009 a 18:57