quello che voglio dire, e non lo penso solo io, è che alcune persone vivono la vita come una ferita che si rimargina solo alla fine.
quello che voglio dire, e per adesso lo penso solo io, è che io no. lo scrivo qua, così si ricorda meglio.
io mi faccio male senza tante storie. e ricomincio ogni volta da capo. al buio la carne si ricuce e torna a respirare. al sole corre sguirguente sul rischio di spaccarsi di nuovo. io guardo con superiorità certi miei taglietti e non passerei mai il mio tempo a curarli.
quello che voglio dire è che io rilancio sempre e non mi interessa dosare la forza per arrivare in fondo.
passare una giornata al mare con gli occhi fissi su un depliant tentando di organizzare al meglio altre giornate al mare, per me, non è sano.
aspettare sempre l'ultimo caso per dare un senso alla declinazione tutta, per me, non vuol dire neanche essere un esperto di grammatica... figuriamoci del tempo e dei suoi perché. essere un esperto significa aver fatto esperienza e le uniche esperienze degne di questo nome, per me, sono quelle di vita. le esperienze che nascono dal non pensare la propria esistenza come una parola con l'accento sull'ultima sillaba. come qualcosa dove solo alla fine riuscirai a sentirti a casa. come qualcosa da scavalcare in vista di altri e più convenienti traguardi. per poi rendersi conto di aver passato tutto il tempo ad allenarsi senza essere iscritti a nessuna gara in particolare, tutta la vita non mangiando dolci senza avere il diabete, tutta la vita aspettando la felicità senza alcuna garanzia di ottenerla.
quello che voglio dire è che, per me, è folle. per me tutte le sillabe sono importanti. non solo l'ultima, non solo la meta, non solo il risultato.
ieri sull'autobus ho sentito ragazzi, più o meno della mia età, parlare con l'acquolina in bocca di pensione. li ho sentiti farsi i conti per tutto il viaggio, calcolando aliquote e mensilità.
quello che voglio dire è che questo posporre mi spaventa. questo non accorgersi, o far finta di non accorgersi, che l'accento va messo in questo preciso momento e senza perdere altro tempo.
ambiziosamente rimandare è un comportamento consumista e di comodo. un comportamento bidimensionale e sciatto. un comportamento che non ha ancora capito che, per dirla con emily dickinson, il successo è nel cerchio. ma quanto è più facile addomesticare il rischio e nello stesso tempo giocare scegliendo schedine prestampate? quanto è più comodo affidare le nostre risate a tempi migliori? quanto, vivere sognando la gallina domani solo per consolarci dell'assenza di uova oggi?
dobbiamo smetterla: tanto l'estrazione è sempre con reinserimento. tanto i numeri a caso che scegli tu non hanno meno probabilità di quelli che sceglierebbe l'esperto di turno. perché il caso non ammette esperienza ed è questo che terrorizza di lui: il caso non si lascia addomesticare. perciò conviene che lo ami per quello che è e, semplicemente, ti giochi l'unica vita che hai come puoi e meglio che puoi.
tanto, al prossimo giro, ti reinseriscono comunque nel bussolotto insieme agli altri. non importa chi sei, quanti soldi hai, che macchina guidi, che tipo di sacrifici hai sopportato in vista di, dove vai in vacanza e quanto sei esperto: cerchiamo di svegliarci!
quello che voglio dire è che io sono sveglia. e, spesso, mi sento l'unica che dorme. ma non fa niente, conta solo la distanza che separa i due stati. come chiamare i due stati è una questione di nomenclatura. e io, come diceva quello là, francamente me ne infischio.
quello che voglio dire è che non ho altre forme di devozione se non quella santissima per la mia vita. la voglio onorare e rispettare, in salute e in malattia, finché morte non ci separi. tutto qua. il resto non mi interessa o mi interessa poco. ho dei desideri, ma non sono disposta a smettere di vivere per vederli realizzati. è più forte di me. il mio oggi vale più di tutto.
parafrasando brecht proporrei un: beata la vita che non ha bisogno di desideri. anzi: beato chi si accorge in tempo che desiderio è già.
e mentre scrivo penso che esistono persone che, addirittura, l'accento lo mettono dopo la vita. e altre persone ancora che, addirittura addirittura, mettono l'accento dopo tante vite e tante morti.
e, in realtà, l'unica cosa che voglio dire è che io vivo così: òèàòèìììùùùàòòòèèèàààìììòòòòòùùùùììììèèèèòòòùùùùù. illeggibile e senza consonanti, ma con suono. con l'accento successivo che non mi fa vedere niente ma, ogni volta, mi fa urlare di felicità. senza avere neanche il tempo di raccontarvi quanto, come sulle montagne russe: èèèàààòùòùùèìàlùùàùùììììòàùòèùòàòùùèèàòùùòàèùòàùèàùì!
Hello mates,
I'm very happy to join this website.
Thanks everyone for sharing your thoughts.
It's very important feeling to feel like your belong to a community that your can share your beliefs.
Love,
jantgistapaft
Gyro
Scritto da: jantgistapaft | novembre 28, 2012 a 17:29
http://www.hochu-zamuj.elqo.ru Как удачно выйти замуж. Пошаговая инструкция, проверенная на мне и на моих лучших подругах
Scritto da: Marina | dicembre 4, 2010 a 21:16
distillato, sulla mia dilettantesca oscillazione tra formica e cicala ci ho scritto un quasi libro... e il meglio non esiste, no. né la meta. esiste la vita.
Scritto da: manu | luglio 19, 2005 a 16:01
Vivo la giornata, ma a differenza di quello che tu lasci intendere per te, ho sempre l'impressione che ci possano essere vie migliori.
Sono la cicala che stride il suo amore sugli alberi. Sono la rondine che vortica nel cielo curvando verso l'alto un attimo prima del confronto con il nero asfalto.
Ho la consapevolezza che il meglio in assoluto non esiste, che è un concetto relativo. Tuttavia questo non è sempre di conforto.
Abbandonarsi, ed assaggiare ogni sorso del mondo che gocciola sulle tue labbra, spostandoti giusto per il gusto di farlo, per provare nuovi sapori.
Ma ecco che il vecchio Karl Marx dice che è vincente chi si assicura i mezzi di produzione. Anche Darwin lascia intendere che le specie animali che sanno assicurarsi i mezzi di sussistenza sono quelli che sopravvivono.
Fino ad oggi ce l'ho fatta, non mi sono mai mancati il cibo e un letto, i sorrisi e gli abbracci, i dubbi.
Chi vuol esser lieto sia. Del doman non v'è certezza.
Scritto da: Distillato | luglio 13, 2005 a 15:42
bene, vuol dire che eri abbracciata all'accento! :-*
Scritto da: manu | luglio 6, 2005 a 17:50
pensavo a questo tuo post distesa all'ombra della mimosa nel giardino d'estate e guardando le nuvole trasformarsi in azzurro del cielo...però non mi ricordo cosa andavo pensando :-*
Scritto da: 21venti | luglio 5, 2005 a 19:48
berlicche, mi piace l'idea che tu mi pensi come un treno. tu che arrivi in bici da me, sbagli bar, parli a più non posso, bevi vino alle cinque del pomeriggio, racconti di fidanzati latitanti recuperati alla frontiera e ridi ridi ridi... :-)
tarabassa, proprio così: il mio cuore non sente ragioni... :-P
xxx, grazie per l'augurio. sei sempre gentile, tu. :-)
stefano, un abbraccio da un'anarcogitana di qua che non sarà come quelli dell'andalucia ma fa del suo meglio... :-P
elisabetta, intanto te lo rimando. ma aspetto la tua email comunque, per scambiarci i grovigli. :-*
chopin, todò chopin... todò! :-)
angela, bene... siamo andati alla grotte di castellana e poi ad alberobello! :-) dopo questi giorni è ufficiale: la vita non è una ferita.
mari, sono felice che tu abbia trovato il coraggio. avresti dovuto farlo prima. perciò, ti invito a rilanciare: un sassolino o quello che vuoi... ché io a roma ci vengo spesso e per un gelato c'è sempre tempo. :-)
Scritto da: manu | luglio 5, 2005 a 16:45
...lo dicevo sempre a Roberto..files excell per ordinare ed aspettare e desiderare..ed oggi e ora?anche io sono in caduta libera- in realta in questo momento sono inciampata sulle griglie di partenza- e ferita anche e molto più di quanto mi aspettassi e forse per questo un pò di più....
..ti scrivo dopo averti letto per molto tempo..e sono contenta di fare oggi quello che chissà perchè non ho fatto prima!
Se passi da Roma, dove sono io napoletana in transito,lancia un sassolino alla mia finestra...baci
Scritto da: Mari | luglio 4, 2005 a 18:24
Come è andata domenica?
Dopo la zampata del gatto penso doverosamente che la vita sia una ferita e mi auguro si rimargini almeno alla fine ;-)
Un bacio grande
Angela
Scritto da: Angela | luglio 4, 2005 a 11:19
Una volta, molti anni fa, per dire ciao tra amici dicevamo "todò".
Todò Manu
Scritto da: chopin | luglio 4, 2005 a 11:10
ambè, nel qual caso... spero che qualcuno lo stia leggendo...
o se proprio giace in un angolo sperduto dell'universo spero che
qualchedunaltro prima o poi lo trovi e ne faccia buon uso! magari
ha solo preso il giro un po' alla larga e fra poco arriva!!!
Aspettiamo e vediamo un po' che succede.
Ti scriverò.
Intanto ti abbraccio anch'io. E forte.
Scritto da: Elisabetta | luglio 1, 2005 a 20:03
un abbraccio dagli anarcogitani dell'andalucia...
anche da qua ti sento forte e chiaro....besos
Scritto da: stefano | luglio 1, 2005 a 14:02
Ho visto che sarai a Bari per una lettura... complimenti e in bocca al lupo! ;-P
Scritto da: xxx | giugno 30, 2005 a 15:31
@ussa: già, più o meno come il tuo cuore verso di me... ;-P
Scritto da: tarab | giugno 30, 2005 a 14:55
insomma ragazza.............sei un treno ;)ed è bello anche per chi sta solo fermo al binario
vederti passare
Scritto da: berlicche | giugno 30, 2005 a 13:24
tarabassa, quella, di solito, non sente ragioni! :-P
elisabetta, ma allora, è ufficiale, si è perso! :-( mi sembrava strano... te l'ho mandato più di un mese fa! mannaggia! che pensieri? che grovigli? scrivimi: tu devi stare bene. ti abbraccio.
Scritto da: manu | giugno 30, 2005 a 12:14
il Libro non è ancora giunto, ma so aspettare e quando verrà a bussare
alla mia porta sarà il benvenuto e quella sarà una bellissima giornata!
io mi trovo persa in un groviglio di pensieri e cerco di districarli,
ma il compito è arduo, per cui nel mentre abito in mezzo a loro e cerco
di farci amicizia.
e sto confusa e disorientata, sicura e determinata, a seconda.
Poi leggo cose così e sto semplicemente bene. E sorrido.
Scritto da: Elisabetta | giugno 30, 2005 a 08:30
ah, ma ora mi sente. la ragione, ah se mi sente.
;-p
Scritto da: t-Assa | giugno 29, 2005 a 23:26
intempestiva: no che non mi dispiace, anzi! adoro le libere associazioni, soprattutto quelle di stampo anarco-insurrezionalista... :-P baci francesi.
bestio, che bello rivederti! :-) questo fine settimana sarò a polignano a mare... vi fate un giretto?
faby, in pratica: l'accento uccide ciò che siamo stati perché si possa essere ciò che non eravamo! :-P
elisabetta, grazie a te. ti pensavo proprio oggi... ti è arrivato il mio libro? dove sei? come stai? :-*
placida signora, sì! :-P hai notato che sì ha l'accento, no non ce l'ha e forse meno che mai? eh, son cose!
tommy, nòn àvèvò dùbbì. dàvvèrò pèrò! :-)
Scritto da: manu | giugno 29, 2005 a 20:08
non lo so. credo di essere profondamente d'accordo con te, ma non superficialmente. o il contrario. davvero però.
Scritto da: tommy | giugno 29, 2005 a 18:05
E lasciatemi divertire ;-**
Scritto da: PlacidaSignora | giugno 29, 2005 a 15:57
a me leggerti fa sempre un gran bene! grazie Manuela.
Elisabetta
Scritto da: Elisabetta | giugno 29, 2005 a 15:41
sono ciò che sono in attesa di essere ciò che non ero e che sarò domani :I
Scritto da: Faby | giugno 29, 2005 a 12:33
ottimo post_o
;)
Scritto da: bestio | giugno 29, 2005 a 12:06
Qualcosa di mafioso che la ragione non se la sente?
;)
Bellissimo post.
Che dire, accento sull'ultima sillaba... una parola tronca!
Ti spiace mica se vado per libere associazioni mentali nei tuoi commenti?
Tanti baci!
Scritto da: intempestiva | giugno 29, 2005 a 11:50
che la ragione non se la sente
Scritto da: manu | giugno 29, 2005 a 11:35
... che il cuore non capisce?
;-)
Scritto da: tarab | giugno 29, 2005 a 11:21
tarab, la vita ha delle ragioni... :-D
dezzyboy, dài: messa così ha qualcosa di mafioso... :-P
Scritto da: manu | giugno 29, 2005 a 10:47
chi scrive sul proprio blog ha sempre ragione
Scritto da: Dezzyboy | giugno 29, 2005 a 10:27
abbiamo ragione entrambi.
e questo fotte ogni possibile dialettica.
;-)
;-*
Scritto da: tarab | giugno 29, 2005 a 00:24