
due premesse
sarà l'eccesso che vedo in giro. saranno i servizi dei telegiornali che parlano già di come smaltire i pranzi natalizi. sarà la nausea profonda che provo verso tutto questo. spesso mi capita di pensare al rapporto che la gente ha col cibo come a un'ossessione. tempo fa ho letto l'articolo di un nutrizionista francese che parlava di sbagliati approcci psicologici legati allo stare perennemente a dieta. perché è evidente che dietro schemi così rigidi ci sia dell'altro. molto altro. c'è l'ortoressia, c'è il superominismo, c'è un'insicurezza insanabile, c'è l'assenza di riferimenti culturali solidi, c'è la restrizione cognitiva. sarà che sono una donna sana, sarà che ho un rapporto gioioso con tutto quel che mi riguarda fisicamente, ma, quando ascolto i discorsi delle bambine negli spogliatoi in palestra, io ho paura. vorrei invitarle a sporcarsi di più con la vita. vorrei spingerle a capire profondamente il significato del loro essere corpo. sembrano così prese dal desiderio di essere in un certo modo che trascurano l'essere. le immagino, dopo mille sacrifici, arrivare al fantomatico certo modo e scoprire, paradossalmente, che non sanno più chi sono. che non sono più. che hanno dimenticato di essere. prima di tutto.
due menu
menu uno: verdure crude, pesce con contorno di carote al vapore e yogurt scremato.
menu due: insalata di pomodori, pesce fritto e mousse al cioccolato.
due domande
1. quale di questi due menu fa più ingrassare?
2. sapendo che apportano entrambi 750 calorie ma che nel primo non ci sono né grassi né zuccheri quale fa più ingrassare?
due risposte
1. quasi sicuramente avete pensato che il menu due fa ingrassare più del menu uno. in realtà non è possibile dare una risposta perché le quantità non erano indicate.
2. il novanta percento delle persone accusano il menu due. mentre il restante dieci percento considera i due menu equivalenti ma sceglie comunque il menu uno per dimagrire.
due perché
sembra che il menu uno non faccia ingrassare e che ci si possa concedere una seconda porzione mangiando più di 750 calorie senza ingrassare di un grammo. sembra che il menu due, contenendo grassi e zuccheri, faccia ingrassare anche se ci si limita a 500 calorie. contro ogni logica si può credere che 1000 calorie di carote facciano ingrassare più di 500 calorie di cioccolato. qualcuno addirittura pensa che 500 calorie di cioccolato facciano più ingrassare di 1000 calorie di carote perché: i grassi e gli zuccheri si accumulano mentre le carote sono poco caloriche... sembra che un'insalatiera di carote ingrassi come un cucchiaino dello stesso alimento. sembra che un quadratino di cioccolato ingrassi più di un'insalatiera di carote.
due nozioni
rispondendo a queste domande potremmo accorgerci di essere influenzati da un fenomeno psicologico chiamato restrizione cognitiva. un atteggiamento mentale che impedisce di dimagrire nonostante le diete continue. qualcosa di inconscio che spinge a limitare l'assunzione di cibo. cioé: il comportamento alimentare non è più regolato dalla sensazioni naturali. fame, gusto, sazietà. il comportamento alimentare è dominato dalla ragione. ci pensate? è agghiacciante. è come se avvicinando una mano alla fiamma mi fidassi più di ciò che so che del calore bruciante che sento sulle dita. è l'antitesi del concetto di apertura cognitiva. conoscere per limitare i propri sensi è inutile e controproducente. conoscere le calorie di ogni cibo, ad esempio, influenza negativamente l'approccio del gusto. infatti chi vive in stato di restrizione divide gli alimenti rigorosamente in due categorie: quelli che fanno ingrassare (i grassi, gli zuccheri...) e quelli che fanno dimagrire (le verdure, il pesce...). chi si comporta così non ha più un rapporto corretto con l'alimentazione. e più si intensifica la resistenza e più le ossessioni prendono spazio. la guerra continua contro il cibo porta a non sapere più cosa mangiare. all'inizio c'è una sorta di esaltazione dovuta all'illusione di dominare il proprio corpo, ma poi questa euforia lascia via via il posto all'irritabilità. subentrano sensi di colpa. si diventa più ansiosi. c'è chi riesce a controllarsi così anche per molti anni e organizza la propria vita intorno a questa lotta: rifiutando gli inviti a cena, evitando grassi e zuccheri... queste persone credono che la continua resistenza non costi nulla, invece utilizzano tutte le energie che hanno per arginare costantemente la voglia di cibo. poi, chi prima chi dopo, trasgrediscono: perché l'angoscia di cedere e la paura di ingrassare sono emozioni che spingono a mangiare. e quando mangiano il gusto del cibo è talmente annegato nei sensi di colpa che la tentazione non è soddisfatta e si finisce per mangiare di più.
due prove
questo è un esercizio di sostituzione per riconciliarsi con i cibi proibiti. considerate che un pasto medio fornisce circa 750 calorie, mentre una tavoletta di cioccolato ne fornisce 500.
1. sospendete il vostro pranzo abituale per quattro giorni.
2. sostituitelo con una tavoletta di cioccolato, da mezza a una tavoletta pari a un apporto calorico di 250-500 calorie.
3. assaporate con calma il cioccolato cercando di fermarvi quando siete sazi.
4. in caso di fame nel pomeriggio fate uno spuntino a vostra scelta, smettendo di mangiare una volta placato l'appetito.
5. non dimenticate di pesarvi al primo e al quinto giorno dell'esercizio.
la sostituzione del pranzo con il cioccolato comporta una diminuzione dell'apporto calorico di 250 calorie, non c'è dunque alcun rischio di ingrassare. non è così che si ingrassa. forse sarete addirittura dimagriti senza patire in alcun modo la fame. vi renderete conto, inoltre, che non è poi così piacevole mangiare tutti i giorni a pranzo una tavoletta di cioccolato... anzi.
certo, su: è quello che ho scritto anch'io. le quantità erano state omesse per evidenziare un approccio mentale scorretto. non si parlava di alimentazione sana o sbagliata. si parlava di modi consumistici di gestire il proprio rapporto col cibo. tutto qua. d'altra parte il filosofo nutrizionista che ha formulato questo test è un esperto di fama internazionale. baci.
Scritto da: manu | dicembre 27, 2004 a 16:39
deck, allora vieni. :-) anche se non troverai scarponi. quelli solo a sulmona. baci.
Scritto da: manu | dicembre 27, 2004 a 16:36
Hai presente quando due dicono la stessa cosa e non sembra? Ecco, questo è il caso, mi sa.
Mi preme far chiarezza non per pignoleria, ma perché su questi argomenti c'è ancora tanta, troppa confusione e, appunto, troppi preconcetti errati, e per alcune ragazze questi preconcetti, ohimé, hanno conseguenze gravi.
Nel frattempo mi sono anche informata e ho trovato conferma di quel che ti dicevo.Che provo a spiegare meglio :
Se le due composizioni (non i cibi in sé)apportano entrambe 750 calorie, fanno ingrassare allo stesso modo.
perché è unicamente l'apporto calorico che fa ingrassare.
Quindi non conta specificare le quantità.
Per questo è, come dici tu, avvilente che molti abbiano risposto dicendo che i cibi proibiti facciano ingrassare di più a prescindere.
Poi è ovvio che, avendo i diversi cibi un potenziale calorico diverso (la nozione di "specifico" di cui hai parlato), perché entrambi i pasti apportino 750 Kcal, le quantità saranno molto diverse. Ma quel che conta è, appunto, il totale.
Poi è altrettanto ovvio che per nutrirsi in modo sano non si possa guardare solo l'apporto calorico, ma il potere nutritivo dei cibi, il loro apporto proteico, grasso, vitaminico etc...
Ma questo c'entra con la salute, non con l'ingrassare.
Così almeno mi hanno confermato persone più autorevoli di me, o così l'ho capita io.
Che non mi sembra diverso da ciò che volevi dire tu. Solo che mi pareva restasse qualche ambiguità, e avendo conosciuto da vicino il dramma di persone colpite da disturbi alimentari, so quanto l'informazione corretta sia importante.
Scusa se mi sono presa tutto questo spazio.
grazie
Scritto da: su | dicembre 24, 2004 a 14:38
manu, allibisco, la prossima volta chiamami. sennò, ho capito, và, che vengo io da te sotto le feste. e ci facciamo un'abbuffata di dolci. li fanno gli scarponi all'aquila?o solo a sulmona?
Scritto da: deck | dicembre 21, 2004 a 19:15
nighty, abito a l'aquila. guarda un po' qua... :-) il mio libro lo trovi scrivendomi un'email molto affettuosa per richiederlo. :-P benvenuto e torna.
Scritto da: manu | dicembre 20, 2004 a 21:39
supergiovane, sì: una specie di razzismo. ma noi li scavalchiamo, no? :-P
Scritto da: manu | dicembre 20, 2004 a 21:35
Manu... sei Abruzzese? Sei anche tu un'abitannte del "Golfo del Lazio"? Chiamo con ironia la mia adorata regione ogni volta che veniamo dimenticati da notizie, statistiche, ogni volta che sbagliano i nomi delle città, le abbreviazioni delle provincie... il che è sempre frequente perchè pare proprio che l'Abruzzo non lo ricordi mai nessuno...
Ripassa che viaggi con me verso Racconti e Frammenti... Il tuo libro dove lo trovo?
Ho letto di sfuggita il link
Ciao Nighty
Scritto da: Nighty | dicembre 20, 2004 a 19:51
cos'è? Razzismo splinderiano???
Scritto da: supergiovane | dicembre 20, 2004 a 13:54
funzioooooona... funziona!!!!! Un bacione!
Scritto da: supergiovane | dicembre 20, 2004 a 13:53
chiara, grazie... che bello rileggerti! :-*
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 15:35
abaddon, aprirsi a tutto. e esercitarsi costantemente con i mandarini... :-P
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 15:35
antonella, sì: avranno il problema opposto se mai. quello di limitarsi, quello di cercare col tempo di risparmiarsi un po', quello di non vivere tutto troppo, quello di imparare a tenere qualcosa da parte. certo, mi fa ridere pensando a quel nostro progetto di chiamarle alice... :-P
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 15:34
miic, andando con il mouse sulla crocetta rossa accanto al tasto aggiorna. nel browser di internet explorer. :-D
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 15:21
frieda, hai ragione. speriamo che sia solo un periodo, anche per laura.
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 15:19
irene, sì. ma il punto era indagare sugli automatici e indotti meccanismi di difesa. fanno bene anche i grassi. fa bene anche l'insano. fa bene tutto. l'eccesso fa male, sempre. anche l'eccessivo salutismo: ti trasformi in una pallida ameba che richia la morte se solo sente l'odore delle patatine fritte del mcdonald's! :-P il nostro corpo è forte e sa tutto. non bisogna indebolirlo, non bisogna razionalizzarlo troppo. :-) ti ricordi il tuo tiramisù alle cinque di mattina? baci.
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 15:16
teresa, pizza? :-)
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 15:11
deck, certo che basteranno. vedrai. l'importante è essere lievi e non fare del cibo un'ossessione. nel troppo e nel troppo poco. ad esempio, per quanto riguarda il bere è diverso... ti ricordi com'era buono quel vino? :-P scherzo, ovviamente. ma anche no. :-P sono felice del tuo rapporto gioioso con me, felice. confessione: ieri, in mezzo al diluvio di pescara, c'ero anch'io. piena di risate dovute a un punch al mandarino assoluto e ingenuissimo e a un ombrello rubato sul più bello. avrei voluto chiamarti. come avrei voluto chiamare antonella. ma era tardi, ero zuppa da strizzare e sparlavo troppo. baci da qua.
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 15:10
maria, ti abbraccio. solo questo. non ho gli strumenti adatti per darti una risposta, fosse anche la più banale. odio il qualunquismo della psicologia alla tg2 salute. quindi non so, non posso e non voglio dire. ti abbraccio. come abbraccio laura. e spero che tutto torni bello. :-) ovviamente, per altri abbracci ma anche sorrisi carezze e letterine affettuose, scrivi quando vuoi.
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 15:03
dada, non è grave. anzi: mi sembra un atteggiamento gioiosissimo. :-* baci aquilani.
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 15:00
xxx, sì: hai capito bene. volevo mettere in risalto un approccio al cibo triste e infettato dalla televisione. :-) per queste vacanze, davvero, non so. vorrei andare via, da qualche parte. magari tornare a parigi o a berlino. e tu?
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 14:51
su, le calorie non sono uguali. è proprio quello il nodo formale che s'intende sollevare. il novanta percento delle persone ha risposto a priori. come se chiedi a un bambino: pesa di più il cotone o il piombo? senza specificare un chilo. a questa domanda non c'è risposta. fisicamente non si può parlare di peso senza specificare un riferimento. per questo, poi, si introduce la nozione di peso specifico. certo se un bambino rispondesse il piombo rideremmo con tenerezza: perché si è lasciato ingannare dal suo ingenuo sentire. se il novanta percento, a prescindere, dice che le carote, anche in quantità industriali, fanno ingrassare meno che il cioccolato, anche in quantità minime si evidenzia un vizio di forma che non fa tenerezza. neanche un po'. perché si lascia ingannare da un consumistico sentire. w i gelati dell'hagen dazs e poi le corse ai giardini e gli addominali sulle panchine di pietra macchiandoci la maglietta di sabbia nera e le olive mangiate con mani sporche sulla metro e i sani mal di pancia del dopo. :-)
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 14:49
mullah, mi piace la parola che hai usato: frigidità. viviamo un superficiale entrare e uscire dalla patologia che abusa dei termini e delle forme della medicina. ho sentito una bambina, sempre in palestra, magra e informe come un chiodo, annunciare con aria grave complice e fiera: anch'io quest'estate sono stata anoressica: sono dimagrita quasi dieci chili! :-/
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 13:34
ciao, bambi. e benvenuta. la teoria del nutrizionista francese vuole dimostrare proprio questo: la maggior parte delle persone risponde senza alcuna logica a monte. il cioccolato, per loro, fa ingrassare più delle carote a prescindere dalla quantità. e invece non è vero: è un vizio di forma indotto. :-) spero di rileggerti presto.
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 13:28
distegi, il sistema ci inquina. è inutile. però è importante non smettere di pensare e continuare a cercare vie proprie. questo è il mio impegno. sono un tipo antisociale ma mi inzuppo di tutto quello che mi circonda. ascolto i bisogni del mio corpo, ma tutti tutti: non solo quelli allineati a ciò che va di più. questo è il mio atteggiamento: vivere a più non posso, tutto. dagli sport più estremi alla polenta con gli amici. convinta che occorra solitudine per diventare grandi e che, nello stesso tempo, se non sei già un po' grande la solitudine non la sopporti. ti abbraccio, come sempre. :-)
Scritto da: manu | dicembre 19, 2004 a 13:24
Post davvero interessante.
Ciao :)
Scritto da: chiara | dicembre 18, 2004 a 21:38
non puoi controllare ciò che è esterno a te.
qualcuno un giorno ha detto che anche sbucciare un mandarino è un esercizio spirituale.
aprirsi al cibo, ed anche ai gatti. :)
Scritto da: abaddon | dicembre 18, 2004 a 17:55
sai a me cosa spaventa oltre al certo modo? che molte, dopo esserci arrivate non si chiedono nemmeno chi sono e non si accorgono di quanto sono distanti da un modo personalizzato di essere. se c'è un problema che per fortuna non ho mai avuto è questo e spero di non avere mai una bambina che andando in palestra parli di quel certo modo di essere, potrei impazzire solo all'idea. ma alle nostre bimbe non capiterà vero? chè loro se somiglieranno un po' dalle loro mamme avranno tutt'altro tipo di problema! :-)
Scritto da: anto | dicembre 18, 2004 a 13:02
manu la canzone di natale è bellissima, ma come si spegne??? ;)
Scritto da: miic | dicembre 18, 2004 a 11:36
leggendo il commento di maria giangiuliano ho avvertito quel campanellino d'allarme che, pur non essendo mamma, ogni tanto affiora. io credo che tutti noi viviamo una fase di sbagliato approccio nei confronti del cibo. chi prima (durante l'adolescenza, sicuramente gli anni più a rischio) e chi dopo. l'importante è che questo disagio non diventi, appunto, patologico. io ne ho attraversata una verso i sedici-diciassette anni. tre biscotti sul piatto a pranzo. una patata ed una mela a cena. è andata avanti per mesi, fino a diventare il fantasma di un corpo che cammina. io credo che tua figlia stia cercando di dirti qualcosa, maria: non è un modo superficiale per affermarsi.
Scritto da: frieda | dicembre 18, 2004 a 11:22
Io però credo che 500 calorie fornite fa carote o cioccolata differiscano in relazione a quanto fanno ingrassare perché le carote non hanno grassi e la cioccolate ne è piena e, si sa, sono i grassi, non le calorie di un alimento, che fanno ingrassare veramente. Comunque il punto è che è bello che questo sia un "problema" secondario da sostituire, entro un certo limite, con una buona dose di edonismo! :-P
Scritto da: irene | dicembre 17, 2004 a 21:50