l'eau à la bouche
un'enorme bocca il foyer in via sabina uno. grandi mandibole versatili e senza troppi giri. ossatura più palato. biancheggiante, come sempre ciò che resta, l'una. rosea, come sempre ciò che muove insieme, l'altro. una struttura. una piattaforma, se sottilmente volessimo alludere a una metafora sui blog. i blog come mezzo e niente più. i blog come uno spazio da riempire: come si può, quanto si può, più che si può. come la bocca bella che era il foyer sabato sera. a milano, in via sabina uno. per la blogfest. poi, piano piano, rotolando da mani treni cuscini macchine pacchetti motorini e soffici link, siamo arrivati noi. piccoli e innocui esserini, visti da fuori. frizzy pazzy dell'etere, sotto le magliette. e, a contatto con i lavoratissimi free drink del bar, abbiamo cominciato a scoppiettare. a prendere corpo, a inFormarci tra escrescenze polistirolesche e spumeggianti saluti. e più ci sfioravamo tra i tavoli e le sedie e più scoppiettavamo. e, scoppiettando, facevamo scoppiettare anche quelli più timidi. quelli che ancora non era il momento giusto. e quelli, scoppiettando, ci facevano felici. e allora, tutti, scoppiettavamo ancora di più. e il rumore saliva e la saliva del foyer gorgogliava. e il foyer si manteneva aperto e fermo, da bravo. si fa così per esaltare l'effetto frizzy pazzy, io lo so. ché vivere un'infanzia ambientata negli anni ottanta insegna questa e altre divertenti cosette.
così smettevamo quasi di parlare. ogni parola utile solo per incrementare una allegra forma d'isteria di conversione. con il termine isteria usato, per una volta, a proposito. dove isterico è crearsi simpatici e riproducibili alibi per giustificare sintomi di malessere e anomalie comportamentali. camuffando i motivi veri, ovviamente. ecco: noi, in realtà, non volevamo dire troppo. non eravamo lì per quello. perché, spesso e a lungo, avevamo già detto. importava solo esserci e riConoscersi. anche se a volte, solo per timidezza, facevamo finta di no: eravamo lì solo per reagire a(l) contatto. così, free drink dopo free drink, uno più lavorato dell'altro, via sabina uno si riempiva di scoppiettìi. e scoppiettìo dopo scoppiettìo si gonfiavano rosse mucose. e lingue allenate al peggio si rilassavano attorno a doppie cannucce nere. e denti affilati scintillavano ovunque, altalenanti e a riposo. e gli odiati gamberetti della mia insalata di riso sparivano in mezzo a labbra sorridenti. e carne multietnica e rigogliosa accalcava, premeva, ondeggiava. andava, tornava, riandava. germogliavano nuovi noi fatti di gommadamasticarederivatadafrizzypazzy e la bocca non si chiudeva. anzi: resisteva sguirguente e stoica, da brava. aumentava la salivazione e il foyer non mandava giù. restava spalancato, per noi. perché era stupito e pieno di un sapore così complice e conventicolo da spaventare tutti gli altri sensi. il gusto dello scoppiettìo sovrastava tutti gli altri, infebbrandoci a macchianera. il suono non importava. gli occhi, per quanto sovrastimati, non importavano. la musica c'era e non c'èra. la luce è andata e è tornata, senza grossi traumi. c'erano anche i sesti sensi, è vero. e i computer, va detto. ma anche lì: bastava il gusto. cercavamo di fare il possibile. accaniti nella quadriglia. chi ti lascia e chi ti piglia. ding e dang all'incontrè. ding e dang all'incontrè ancor. e non so se avrebbe senso scrivere il nome di tutte le piccole caramelline saltellanti che ho incrociato. ché il bello era nel gusto dello scoppiettìo tutto. e nell'impasto della inzuppatissima gomma da masticare partorita alla fine. simbolo, proprio nel senso originale di sunballein, di tutti gli esserini scoppiati qui e là e corsi a ripararsi dentro la bocca. un tutt'uno dal gusto indefinibile che il foyer di via sabina uno si limitava a proteggere. come ogni buon mezzo dovrebbe fare. senza metabolizzare o digerire: per quello esistono altri e più strutturati organismi. solo succhiando l'essenza. al solo scopo di aumentare la fame, senza avere intenzione di saziarla.

tutte scuse! :-P
Scritto da: manu | nov 11, 2004 at 15:30
ma in realtà io volevo tagliarmeli perchè mi costano troppo tempo, fatica, e sono sempre in disordine...
Scritto da: dada | nov 11, 2004 at 13:57
dada, no: mi sembra rinunciatario e vittimista. noi lotteremo perché non avvenga. forse. :-P
Scritto da: manu | nov 11, 2004 at 13:22
E se con un colpo di mano me li tagliassi io spiazzando tutti gli astanti?
Scritto da: dada | nov 11, 2004 at 09:21
ciao a Te. :-) essere chiamata pazza da una che si ferma mad la dice lunga sulla nostra serata insieme! :-P il mullah è un mio amico, l'hai conosciuto alla blogfest. baci e fatti sentire anche tu.
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 19:25
Ciao pazza! Grazie del commento, ma devo chiederti una cosa. Chi è il mullah?? torna a trovarmi e fatti sentire. Ciao MAD
Scritto da: MAD | nov 10, 2004 at 17:15
xxx, ecco: un paio di risposte gentili e già si pretende esclusività di sentimenti. :-P
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 17:00
sono passata a farti gli auguri, bestio. :-)
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 16:58
E allora: chiamami e sceglimi, Mardin! Sono qui. ;-P
Scritto da: xxx | nov 10, 2004 at 15:47
1 anno.
il mio blog ha un anno.
Grazie anche a te.
;°)
Scritto da: BESTIO | nov 10, 2004 at 15:19
e poi, per tutti, avete notato la mia nuova musichetta per quanto sciocchina, per quanto provvisoria? :-)
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 14:18
xxx, sì mi riferivo agli uomini. come diceva tiziano scarpa nel suo intervento alla blogfest viviamo un tempo che: non chiama ma è chiamato, non sceglie ma è scelto, non ama ma è amato. ecco, vocazione per vocazione, mi sentirei ancora portata per il mestiere: io chiamo, io scelgo, io amo. quindi accetto il tuo bacio, ma solo perché offerto cavalleristicamente, e ricambio, ma molto molto timidamente. si fa così, no? :-P
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 14:15
stark, mannaggia! :-P spiegami perché non si capisce...
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 14:10
Mardin, è un peccato... dovrebbero dirtelo in molti. Con le frasi di De Andrè ti riferisci agli uomini di oggi? A tutti i timidi che scalciano per far parte del mondo? Io sono con te. Ai tempi d'una volta per essere uomini ci voleva un bel po' di vocazione. Ma un po' di colpa va anche alle donne che non ci chiamano più... vocazione per vocazione. Ti mandereri un bacio... posso? ;-P
Scritto da: xxx | nov 10, 2004 at 13:22
Avevi ragione. Ragionissima ;-)
Scritto da: stark | nov 10, 2004 at 12:50
frieda, ma perché vuole tagliarseli spontaneamente? :-O no, dada: non puoi. senza ricci chi ti difende?
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 12:08
dada, vedrai che non te li taglieranno. i tuoi ricci sono patrimonio nazionale! :-)
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 12:07
nooo, personalità confusa sul mio blog! ma allora quel lorenzo in maglioncino grigio era davvero... ma allora tu sei... :-P
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 12:06
dessa, il mio post è un po' criptico. ma anche a me sembra che renda bene. cercare di descrivere come mi sentivo era tutto quello che volevo. :-) ti abbraccio.
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 12:05
edi, no: ho un certo talento. proviamo e ti faccio vedere! :-P
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 12:03
cristiano, grazie. ci provo anch'io, però. odio l'inerzia più che posso e tanto, a volte, sembra bastare. a volte no. :-) ti abbraccio.
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 12:02
papino, ma se l'aveva scritto mammina da qualche parte! :-)
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 12:01
xxx, mannaggia: perché vi fate prendere da certe timidezze? :-) grazie ma no: non credo che alcuno mi abbia mai detto che sono bella. :-P dove son finiti i tempi d'una volta, pergiunone... quando ci voleva per fare il mestiere ancheun po' di vocazione.
Scritto da: manu | nov 10, 2004 at 12:00
DADA NON ESISTE! MANU, CERCA DI DISSUADERLO, TU CHE NE HAI IL POTERE!
Scritto da: frieda | nov 10, 2004 at 11:44
ancora per poco...(forse)
Scritto da: dada | nov 10, 2004 at 11:40