in fila davanti alle casse del supermercato più soffocante del mio quartiere, ecco a voi: l'ansia. anche la domenica mattina. la competizione. la fretta. il fastidio di trovare il tempo, non avendo tempo, di sbirciare nelle vite degli altri. gli avventori guardano come non guardando e la speculazione più approfondita, dopo acute e partecipate osservazioni, consiste nel confrontare l'indice di massa magra, calcolato occhio assonnato e croce devota, con il cibo presente nel carrello. il gioco, immagino, sia tutto qui: dopo un'occhiata schifata o invidiosa, che dipende dal risultato di complicati algoritmi tra picco di autostima e numero di cali glicemici, si passa a nuova vittima.